La sharing economy secondo i millennial

Sharing economy

Sharing economy

Sharing economy vuol dire economia condivisa, cioè avere accesso a dei beni senza possederli. I millennial stanno accelerando questo fenomeno già iniziato, basti pensare a Uber pop, Airb&b, home restaurant e tanti altri servizi. Da un lato questo fenomeno è dovuto anche alla mancanza di posti di lavoro, per cui i giovani di oggi si reinventano entrate di sostentamento, altro cardine della sharing economy è quello che le persone non vogliono essere più legati a cose o a zavorre in modo di essere più mobili sul territorio.
A New York e Londra stanno nascendo un nuovo modo di residenza. Le grandi città attraggono giovani da tutte le parti del mondo, ma la carenza di abitazioni porta gli affitti ad essere insostenibili. Da qui alcune società immobiliari stanno sperimentando il co-living, cioè affitti una piccola camera con letto e bagno, ma nello stesso tempo puoi usufruire di spazi comuni come cucine, uffici condivisi, sale film, wellness, palestre, terrazze, giardini/orti, il tutto con un affitto abbordabile. Questo modello di convivenza contrasta la solitudine delle persone nella grande città, offrendo continuamente la possibilità di incontro e scambio di idee.
Questo è quello che succederà sempre di più: avere accesso a tutti quei servizi senza possederli, perché nel futuro non sarà più abbordabile. Il sogno delle vecchie generazioni, di avere una villetta a schiera con la macchina parcheggiata davanti, non esisterà più. Il modello economico di possedere sempre di più, sta finendo di funzionare, andremo verso un modello di condivisione. Con la sharing economy la gente oltre ad utilizzare i vari beni, sarà sempre di più in contatto e qui possono nascere idee e molto altro.

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