Obbligo o verità…… o bugie

Pinocchio e le bugieObbligo o verità? A tutti noi sarà capitato di pronunciare questa tipica frase, e chi sa quanti sono stati disposti a subire umilianti e dolorose punizioni pur di non rilevare qualche segreto o doversi mascherare dietro a delle bugie. Molte volte ci sarà capitato infatti di dover scegliere o dover subire verità o bugie, per non parlare poi delle mezze verità. Le bugie possono essere tante e di diverso tipo: bugie dovute a timidezza, di tipo gratuito, bugie fatte per evitare punizioni, oppure per difendere se stessi, gli altri, o anche la propria privacy. Principalmente vengono classificate in base all’intenzione dell’autore, il bugiardo. Anche questo varia molto e può andare dall’occasionale al patologico. Invece una cosa è sicura: la verità è senza plurale, una, unica e sola.
La verità esiste, ed è unica, atemporale e impersonale. Le sue formulazioni invece sono molteplici, storiche e personali. Ciò avviene in quanto la verità si dà all’uomo unicamente attraverso un processo d’interpretazione.
la verità non deve essere concepita come oggetto, ma come origine; la persona non è un ostacolo alla conoscenza della verità, ma l’unica via d’accesso; l’interpretazione non è una parte o una copia della verità, ma la verità stessa, (Pareyson).
Il pensiero di qualcuno che faccia l’affermazione che non esiste, una verità assoluta è del tutto illogico. Eppure, oggi molte persone stanno abbracciando un relativismo culturale che nega fondamentalmente qualunque tipo di verità assoluta. Una buona domanda da porre alle persone che dicono che non esiste alcuna verità assoluta è: “ne siete assolutamente certi?”.

BUGIE E SCIENZA
Secondo uno studio condotto dagli psicologi del dipartimento di comunicazione dell’università del Michigan su 1.000 cittadini americani, le persone mentono in media tra una e le due volte al giorno.
Se nei bambini la capacità di mentire è molto legata ad una prova atta a misurare la reazione degli adulti al suo comportamento, con lo sviluppo, tale capacità, assume altri significati, perché entrano in gioco altre variabili, come ad esempio: la situazione che si sta vivendo, la persona alla quale è rivolta o lo scopo che si vuole raggiungere.
Indipendentemente dal motivo per cui diciamo una bugia, gli scienziati ritengono che una bugia si componga di due parti: quando mentiamo dobbiamo creare la menzogna e anche nascondere la verità. Essere bugiardi dunque richiede un duplice sforzo, che si traduce in una maggiore attività cerebrale. Il che, tanto per dire, spiegherebbe perché le persone che mentono impiegano più tempo a rispondere a una domanda.
Tendiamo a dire bugie soprattutto quando siamo sotto pressione e non abbiamo tempo di pensare alle conseguenze del nostro comportamento. Secondo Shaul Shalvi, psicologo dell’Università di Amsterdam, «Quando le persone agiscono in fretta, tentano di fare tutto il possibile per assicurarsi un profitto, anche se ciò li porta a mentire. Avere più tempo a disposizione invece fa sì che le persone siano più riflessive e valutino meglio le conseguenze di una menzogna».
Utilizzando la risonanza magnetica, alcuni ricercatori hanno scoperto che chi mente in maniera compulsiva e patologica, ha tra il 22 e il 26% di materia bianca in più nella zona della corteccia prefrontale del cervello. Secondo i ricercatori questo darebbe loro maggiore inventiva nel trovare scuse e nell’inventare storie.

MENTONO PIU’ GLI UOMINI O LE DONNE?
Una delle distinzioni piu‘ note tra i cervelli maschili e femminili riguarda l’ uso del linguaggio. Gli uomini apparentemente elaborano la lingua in gran parte sul lato sinistro, mentre le donne tendono a trattare il linguaggio nei due emisferi. Il maschio medio dice ogni anno 1092 bugie e meno probabilità di soffrire di senso di colpa rispetto alla donna. Al contrario, la donna media si aggira sui 728 all’anno. Mentre gli uomini dicono che le loro bugie principalmente sono dovute alle loro abitudini alimentari, la bugia femminile più popolare è: ”Non ho niente, sto bene”.
Secondo i risultati, la probabilità di cucire storie alle proprie madri è solo il 25% degli uomini e solo il 20 % delle donne che lo ammette. “La menzogna può sembrare una parte inevitabile della natura umana ma è una parte importante dell’interazione sociale”, ha detto Katie Maggs, curatore medico associato al Museo della Scienza, che ha commissionato lo studio. Lo studio ha mostrato che quasi un quinto della gente crede che il riconoscimento della menzogna sia accettabile per l’uso nella vita quotidiana, e più di uno su dieci ammette che è accettabile sul posto di lavoro.

Dott. Filippo Ripepi

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